L’Iperammortamento, reintrodotto dalla Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (Legge di Bilancio 2026), segna un ritorno strategico alle deduzioni fiscali dirette. L’obiettivo è stimolare l’investimento in beni, materiali e immateriali, che facilitano la transizione verso una maggiore digitalizzazione e sostenibilità energetica.
Attivo dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, l’Iperammortamento si rivolge quindi ai soggetti titolari di reddito d’impresa (incluse, ove applicabile, le stabili organizzazioni di soggetti non residenti) di qualunque settore e dimensione per consentire loro di maggiorare il valore dei beni acquistati ai fini della deducibilità fiscale, riducendo l’imponibile ai fini delle imposte sui redditi (IRES/IRPEF), senza effetti ai fini IRAP.
In questo articolo, vedremo come accedere a questa importante agevolazione per innovare la tua azienda.
Indice
L’Iperammortamento 2026 è una misura reintrodotta con la Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (Legge di Bilancio 2026) che permette ai soggetti titolari di reddito d’impresa di maggiorare fiscalmente il valore dei beni strumentali materiali e immateriali “4.0” nuovi ai fini delle tasse sui redditi (come IRES al 24% o IRPEF) senza toccare i bilanci reali.
In pratica, se un’azienda acquista un bene da 100.000 euro può dichiararlo fiscalmente come se fosse costato molto di più (con una maggiorazione fino al 180%, ovvero con costo fiscale complessivo pari a 280.000 euro) deducendo così tasse su un importo maggiore e risparmiando imposte pari alla maggiorazione moltiplicata per l’aliquota fiscale.
La maggiorazione extracontabile è quindi una correzione puramente fiscale. Non incide sul costo in bilancio né sull’IRAP, ma viene registrata come “variazione in diminuzione” nella dichiarazione dei redditi.
È un beneficio diluito nel tempo (solitamente 5-7 anni, a seconda del bene) e cumulabile con altri incentivi, nei limiti previsti e senza superare il costo sostenuto; inoltre, la base su cui applicare la maggiorazione va assunta al netto di contributi/crediti/sovvenzioni riferiti agli stessi costi.
Le percentuali variano per fasce di investimento:
- 180% fino a 2,5 milioni di euro (risparmio teorico complessivo ~43,2% in ipotesi IRES 24%)
- 100% da 2,5 milioni di euro a 10 milioni di euro (risparmio teorico complessivo ~24% in ipotesi IRES 24%)
- 50% da 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro (risparmio teorico complessivo ~12% in ipotesi IRES 24%)
In base a queste aliquote, un macchinario da 100.000 euro che rientra nella prima fascia beneficia di una maggiorazione del 180%, venendo valutato fiscalmente 280.000 euro.
Questa operazione genera un risparmio IRES teorico complessivo di 43.200 euro (180.000 euro x 24%), che corrisponde al 43,2% del totale investito e che l’azienda recupererà attraverso quote di ammortamento più alte durante la vita utile del bene, a condizione di avere capienza fiscale (imponibile) nel tempo; l’effetto è distribuito negli anni di ammortamento.
Le fasce successive riducono il moltiplicatore per bilanciare gli investimenti più corposi.

Come funziona l’Iperammortamento 2026
Come anticipato, l’Iperammortamento 2026 funziona gonfiando solo fiscalmente il valore dei nuovi beni strumentali acquistati, applicando maggiorazioni progressive basate sul totale degli investimenti per periodo d’imposta.
Se la tua impresa investe complessivamente 3 milioni di euro, i primi 2,5 milioni godono di una maggiorazione del 180% (valore fiscale 280%) mentre i restanti 500.000 euro del 100% (valore fiscale 200%).
Ne risultano deduzioni extra che riducono l’imponibile IRES/IRPEF.
Questo “extra” si deduce nei 5 o più anni di vita utile del bene tramite quote di ammortamento più alte nelle dichiarazioni dei redditi come variazione extracontabile in diminuzione, senza modificare conti civilistici o IRAP.
Per non perdere queste aliquote, bisogna prestare massima attenzione alla tempistica.
La normativa stabilisce che la data rilevante è quella in cui il bene viene consegnato o spedito, oppure, nei casi previsti, quella in cui si trasferisce la proprietà secondo l’art. 109 del TUIR. È questo momento che decide se l’investimento rientra nel periodo agevolato che va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
A differenza dei precedenti crediti d’imposta 4.0, l’Iperammortamento non prevede, ai fini della data di effettuazione dell’investimento, un meccanismo di “prenotazione” basato su:
-
- ordine accettato dal fornitore;
- acconto del 20% versato entro fine anno.
Questi elementi non determinano da soli l’accesso all’agevolazione se l’investimento non risulta effettuato nel periodo agevolato; restano fermi gli eventuali adempimenti procedurali previsti (es. comunicazioni) secondo la disciplina attuativa.
Ai fini della procedura GSE potranno essere previsti adempimenti e comunicazioni (secondo modalità/termini stabiliti dal decreto attuativo), ma questo non incide sulla data di effettuazione né sull’aliquota applicabile.
Altro elemento chiave per capire come funziona l’Iperammortamento è la cumulabilità.
Si tratta infatti di un’agevolazione cumulabile con altri incentivi, come quelli offerti tramite contributi SIMEST, bandi regionali, la Nuova Sabatini e il Credito d’Imposta ZES Unica (per le imprese che investono nel Mezzogiorno). Tuttavia, l’importo totale che si ottiene dalle agevolazioni non deve superare il costo reale del bene né duplicare le stesse voci di spesa.
Chiariamo la relazione tra queste diverse opportunità nella seguente tabella.
| Agevolazione | Caratteristiche | Compatibilità con Iperammortamento | Note |
| Nuova Sabatini | Contributo in conto impianti (abbattimento interessi) | Sì, 100% cumulabile | Il contributo Sabatini si somma al risparmio fiscale dell’Iperammortamento. |
| ZES Unica | Credito d’imposta (compensazione F24) | Sì, con nettizzazione | L’Iperammortamento si calcola sul costo del bene al netto del credito ZES ricevuto. |
| SIMEST | Finanziamento agevolato / Fondo perduto | Sì, cumulabile | Verificare i limiti “de minimis” o i massimali degli Aiuti di Stato. |
| Bandi regionali | Contributi a fondo perduto / Voucher | Dipende | Verificare nei singoli bandi che non sia esplicitamente vietato il cumulo. |
Cosa rientra nell’Iperammortamento 2026
Sono oggetto di maggiorazione fiscale i beni materiali e immateriali elencati negli Allegati IV (beni materiali) e V (beni immateriali) allegate alla Legge di Bilancio 2026.
Prima di approfondire le tipologie di beni coperte dall’Iperammortamento, facciamo una breve panoramica dei requisiti obbligatori.
Qualunque sia la tipologia, i beni devono essere:
- Nuovi (sono esclusi i beni usati, mentre per i beni rigenerati si applicano criteri restrittivi).
- Prodotti in UE/SEE (requisito previsto dalla norma); la dimostrazione può avvenire tramite idonea documentazione (es. dichiarazione del fornitore e/o certificazione di origine, se disponibile).
- Interconnessi al gestionale aziendale (ERP, MES, SCADA) via protocolli standard (OPC-UA, MQTT), monitorando parametri tecnici (es. velocità, temperatura, energia, vibrazioni) per la manutenzione predittiva o il controllo remoto.
- Conformi al D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza sul lavoro e alle normative tecniche di settore.
- Destinati a strutture produttive localizzate in Italia, escludendo sedi amministrative o magazzini non operativi. I magazzini “statici” (dotati di semplici scaffalature) non godono dell’Iperammortamento, mentre i magazzini automatizzati (che sono veri e propri impianti interconnessi) sono tra i beni più agevolati in assoluto.
Per rendere effettivo l’accesso alla maggiorazione e gestire correttamente gli adempimenti e le eventuali comunicazioni (anche tramite GSE, secondo modalità/termini che saranno definiti dalla disciplina attuativa), è necessario produrre una documentazione tecnica specifica che attesti il rispetto di tutti i requisiti di legge elencati sopra.
A seconda dell’entità dell’investimento, la documentazione richiesta può variare:
- Dichiarazione del produttore o del legale rappresentante: per investimenti di importo inferiore alla soglia stabilita (soglia e modalità da confermare in base alle regole attuative; in passato spesso pari a 300.000 euro nelle misure 4.0), può essere sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante. È caldamente consigliato allegare una scheda tecnica del produttore che attesti la conformità del bene ai requisiti 4.0.
- Perizia tecnica asseverata o giurata: per investimenti superiori alla soglia da confermare, potrebbe essere richiesto una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o un perito industriale iscritti ai rispettivi albi professionali. Il tecnico dovrà redigere un’analisi che dimostri l’avvenuta interconnessione e il monitoraggio dei parametri richiesti.
Qualunque sia la soglia di investimento, è opportuno che l’azienda conservi un fascicolo documentale che includa:
-
- manuale tecnico e certificazioni CE;
- schemi di collegamento IoT e documentazione sull’interconnessione;
- documentazione attestante la produzione UE/SEE;
- log di interconnessione e monitoraggio;
- eventuali copie delle comunicazioni/adempimenti effettuati (es. GSE), se previsti.
Sulle fatture d’acquisto e sui documenti di trasporto è consigliabile riportare il riferimento esplicito alla norma: “Bene agevolabile ai sensi della Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026)”.
Fatta chiarezza sui requisiti obbligatori, passiamo a esplorare le tipologie di beni che sono coperte dall’Iperammortamento.

Quali macchinari industriali sono coperti?
L’Iperammortamento sostiene gli investimenti in macchinari intelligenti e interconnessi che abilitano la trasformazione digitale secondo il paradigma dell’Industria 4.0.
Sono agevolabili le attrezzature produttive dotate di controllo computerizzato, sensoristica, capacità di integrazione con i sistemi informativi aziendali e funzionalità di monitoraggio continuo (anche remoto) dei processi.
Per fare chiarezza, proponiamo qui una sintesi delle principali tipologie di macchinari incluse nella normativa.
| Categoria di macchinari industriali | Tipologie di macchinari agevolabili |
| Macchinari e impianti produttivi 4.0 |
Macchine utensili per asportazione, laser, plasma, waterjet, elettroerosione, processi elettrochimici. Macchine per trasformazione materiali, deformazione plastica, assemblaggio e saldatura. Macchine per confezionamento e imballaggio. Macchine per de-produzione e recupero materiali. Robot, cobot e sistemi multirobot. Macchine per trattamenti e funzionalizzazione delle superfici. Macchine per manifattura additiva. AGV e sistemi di movimentazione automatizzata. Strumenti e dispositivi per carico/scarico, pesatura, cernita automatica. Magazzini automatizzati interconnessi. Componentistica meccatronica intelligente per sensorizzazione e controllo. |
| Sistemi per qualità e controllo del processo |
Sistemi di misura e metrologia avanzata (CMM, tomografia, multisensore). Sistemi di monitoraggio inprocess. Macchine per prove materiali e collaudi non distruttivi. Dispositivi per test polveri metalliche e monitoraggio additive. Sistemi di marcatura e tracciabilità (RFID, codifica). Sistemi di visione e AI per rilevamento difetti. |
| Dispositivi uomo-macchina e sicurezza operativa |
Postazioni ergonomiche adattive. Sistemi robotizzati per sollevamento e movimentazione pesi. Esoscheletri e ausili ergonomici. Wearable e sistemi di comunicazione operatore-impianto. Dispositivi AR/VR/MR/XR. HMI intelligenti per sicurezza, manutenzione e logistica. |
Quali impianti tecnologici sono inclusi?
Oltre ai macchinari produttivi, l’Iperammortamento agevola anche gli impianti tecnologici che rendono possibile la trasformazione digitale dei processi industriali. Si tratta di infrastrutture che garantiscono connettività, elaborazione dei dati, sicurezza OT/IT, controllo delle condizioni ambientali e continuità operativa.
Questi impianti non producono direttamente beni, ma costituiscono l’ossatura tecnologica che permette alle macchine 4.0 di essere interconnesse e integrate nei sistemi informativi aziendali.
Di seguito, una sintesi delle principali tipologie di impianti tecnologici agevolabili.
| Categoria di impianti tecnologici | Tipologie di impianti agevolabili |
| Impianti ambientali e di supporto al processo |
Sistemi HVAC intelligenti per controllo temperatura, umidità e qualità dell’aria. Impianti di ventilazione, deumidificazione e trattamento aria/acqua/olio con diagnostica integrata. Filtri e sistemi di trattamento con segnalazione anomalie e integrazione con il sistema di fabbrica. |
| Infrastrutture di calcolo e gestione dati |
Infrastrutture HPC per simulazione e AI. Server GPU e sistemi di accelerazione hardware. Edge computing industriale. Workstation e appliance per machine learning. Sistemi di storage enterprise per big data, data lake e dataset industriali. |
| Infrastrutture di connettività industriale |
Reti 5G private (NPN). Infrastrutture WiFi 6/6E/7. Sistemi di sincronizzazione temporale PTP/TSN. Switch, router e gateway industriali (OPC UA, MQTT, Modbus). Backbone in fibra ottica. Piattaforme MEC per servizi edge a bassa latenza. |
| Infrastrutture di sicurezza OT/IT |
Firewall industriali e sistemi IDS/IPS OT. Sistemi hardware per protezione endpoint industriali. Soluzioni per cifratura e gestione identità macchina-macchina. Sistemi di backup, disaster recovery e continuità operativa. |
| Impianti per la gestione intelligente dell’energia |
Sistemi per monitoraggio consumi energetici e idrici. Soluzioni per riduzione emissioni e ottimizzazione energetica. Energy dashboarding e monitoraggio power quality. Integrazione con impianti FER e sistemi di accumulo. |
Come si calcola l’Iperammortamento 2026
Riprendiamo il concetto da cui siamo partiti.
L’Iperammortamento non è uno “sconto in fattura”; è una maggiorazione fiscale del costo del bene che aumenta le quote di ammortamento deducibili e quindi riduce l’IRES/IRPEF nel tempo. Ai fini fiscali, si considera un costo più alto di quello effettivamente sostenuto.
Il meccanismo alla base è il seguente:
- Consideriamo il costo del bene
- Applichiamo la percentuale di maggiorazione prevista dalla normativa
- Otteniamo il costo fiscalmente riconosciuto
- Calcoliamo la quota annua di ammortamento con il coefficiente fiscale al costo maggiorato
Facendo un esempio:
- Prendiamo un bene di prima fascia che costa 100.000 euro
- La percentuale di maggiorazione in questo caso è pari a 180%
- Il costo fiscalmente riconosciuto è dato da 100.000 + (100.000 x 180%) = 280.000 euro
- Supponendo un coefficiente fiscale del 20%, otterremmo una quota annua di 56.000 euro
Senza agevolazione, l’ammortamento sarebbe dato da 100.000 x 20% = 20.000 euro.
Possiamo quindi notare come, grazie all’Iperammortamento, la differenza annua deducibile è 36.000 euro.
La base di calcolo dell’Iperammortamento deve essere sempre assunta al netto di contributi, crediti d’imposta o altre sovvenzioni riferite agli stessi costi.
Questo principio vale per tutte le forme di cumulo: l’agevolazione può sommarsi ad altri incentivi, ma la maggiorazione fiscale deve essere applicata solo sulla parte di costo effettivamente rimasta a carico dell’impresa.
Il risparmio effettivo dipende infine dall’aliquota IRES/IRPEF dell’impresa.
Riguardo alla determinazione dell’aliquota, entrano in gioco la tipologia del bene e lo scaglione di investimento.
Per poter essere considerato di prima fascia e accedere alla maggiorazione del 180%, il bene deve:
-
- rientrare tra i beni materiali/immateriali 4.0 elencati negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 (a seconda della natura del bene);
- soddisfare i requisiti tecnologici obbligatori previsti dalla normativa 4.0 (es. controllo tramite CNC o PLC; interconnessione ai sistemi informativi aziendali; integrazione automatizzata con il sistema logistico o con altre macchine; interfaccia uomo-macchina evoluta; conformità agli standard di sicurezza).macchina evoluta; conformità agli standard di sicurezza).
Inoltre, il bene può richiedere (a seconda del caso e della classificazione in Allegato) funzionalità ulteriori quali telemanutenzione/telediagnosi, monitoraggio continuo e integrazione con sistemi cyberfisici.
La verifica va svolta sul singolo bene e sulla sua effettiva interconnessione.

Come richiedere l’Iperammortamento 2026
Come abbiamo visto, la misura può essere molto vantaggiosa ma i controlli sono stringenti. Per non perdere questa opportunità di investimento, è fondamentale seguire correttamente ogni passaggio della procedura, dalla scelta del bene alla preparazione della documentazione finale.
Abbiamo preparato una checklist completa che puoi prendere come riferimento per richiedere l’agevolazione, evitando gli errori più comuni.
1. Verificare di rientrare tra i soggetti ammessi
L’Iperammortamento è riservato esclusivamente ai titolari di reddito d’impresa, indipendentemente da forma giuridica, settore o dimensione.
Sono quindi ammessi:
-
- imprese individuali;
- società di persone e di capitali;
- cooperative;
- enti commerciali;
- stabili organizzazioni di soggetti non residenti.
Sono invece esclusi:
-
- professionisti e lavoratori autonomi;
- soggetti in regime forfettario (di regola, non fruiscono della misura perché non deducono gli ammortamenti in modo analitico);
- imprese agricole a reddito catastale.
2. Verificare che il bene sia agevolabile
Il bene deve:
-
- essere nuovo e prodotto in UE/SEE;
- rientrare negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 (beni materiali/immateriali 4.0);
- essere interconnesso ai sistemi aziendali (ERP, MES, SCADA);
- rispettare i requisiti tecnologici 4.0 (CNC/PLC, integrazione logistica, HMI evoluta, sicurezza);
- essere destinato a una struttura produttiva in Italia.
Per i beni energetici (impianti FER, accumuli, sistemi di monitoraggio energetico), la norma include beni per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo (incluso lo stoccaggio); per specifiche tipologie (es. fotovoltaico) possono valere requisiti/limitazioni ulteriori previsti dalla legge.
3. Effettuare l’investimento nel periodo previsto dalla normativa
La data che determina l’accesso all’Iperammortamento è solo quella di:
-
- consegna o spedizione del bene, oppure
- trasferimento della proprietà ai sensi dell’art. 109 TUIR.
Il periodo agevolabile è: 1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028
Ordine e acconto non “prenotano” l’agevolazione ai fini della data di effettuazione dell’investimento; possono però rilevare per eventuali adempimenti/procedure che saranno definiti dalla disciplina attuativa.
4. Verificare accesso al credito d’imposta 4.0/5.0
Gli investimenti che hanno già maturato il diritto al credito d’imposta beni strumentali 4.0:
-
- prenotati entro il 31/12/2025 con acconto del 20%
- e consegnati entro il 30/06/2026
in linea generale non possono applicare anche l’Iperammortamento sul medesimo investimento, per effetto delle regole di coordinamento/incompatibilità previste dalla Legge di Bilancio 2026.
Non è possibile “switchare” da un regime all’altro: lo stesso investimento non può beneficiare contemporaneamente di misure incompatibili; va quindi verificata la corretta collocazione dell’investimento nel regime applicabile.
5. Gestire le comunicazioni obbligatorie al GSE
La procedura sarà definita dal decreto attuativo (modalità, contenuti e termini delle comunicazioni/adempimenti, anche tramite piattaforma GSE).
6. Predisporre la documentazione tecnica
La documentazione varia in base al costo del bene.
Per i beni fino a una soglia da definire (in passato spesso 300.000 euro), l’azienda deve predisporre:
-
- eventuale dichiarazione del legale rappresentante (secondo regole attuative);
- scheda tecnica del produttore.
Per i beni oltre la soglia definita dalle regole applicabili, è necessario presentare:
-
- eventuale perizia tecnica asseverata/giurata, ove richiesta;
- verifica dei requisiti 4.0 e dell’interconnessione.
Documenti sempre necessari:
-
- manuale tecnico e certificazioni CE;
- schemi di collegamento IoT;
- fatture e DDT con eventuale dicitura consigliata/prevista: “Bene agevolabile ai sensi della Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026);
- eventuali comunicazioni/adempimenti effettuati (es. GSE), se previsti;
- log di interconnessione e monitoraggio;
- documentazione attestante la produzione UE/SEE.
7. Applicare la maggiorazione in dichiarazione dei redditi
Una volta completati i seguenti passaggi:
-
- il bene entra in funzione
- viene interconnesso
- la documentazione è completa
l’impresa può iniziare a dedurre le quote maggiorate come variazione in diminuzione nel modello Redditi.
La maggiorazione si applica per la vita utile del bene secondo i coefficienti fiscali; in caso di cessione o trasferimento del bene prima del completo utilizzo, la norma prevede una disciplina specifica (anche di sostituzione) da valutare caso per caso.

Dove trovare consulenti fiscali specializzati e perché rivolgersi a Robogea
Dato che la procedura per accedere alle agevolazioni previste dall’Iperammortamento non è banale, potresti decidere di rivolgerti a consulenti esterni. Le figure che possono fornire supporto specialistico sono diverse e tra queste emergono:
-
- Commercialisti con esperienza in agevolazioni per investimenti produttivi e normativa 4.0;
- Società di consulenza in finanza agevolata, che supportano le imprese nella gestione delle pratiche e nella verifica della cumulabilità con altri incentivi;
- Associazioni di categoria e confidi, che spesso offrono servizi di orientamento e supporto nella gestione della documentazione richiesta.
Insieme ai consulenti fiscali, sarebbe bene coinvolgere anche partner tecnici che possano garantire l’idoneità dei beni acquistati. Oppure, puoi rivolgerti a professionisti in grado di gestire l’intero iter tecnico e documentale.
Robogea è fornitore di soluzioni complete per l’automazione industriale e la trasformazione digitale secondo i principi dell’Industria 4.0.
Questo significa che, oltre a progettare e integrare sistemi avanzati che includono macchinari, impianti, software industriali, piattaforme IoT e infrastrutture di interconnessione, può accompagnare il cliente lungo tutto il percorso necessario per accedere all’Iperammortamento.
In particolare, il nostro team può:
- analizzare i processi interni e trovare la soluzione più adatta ai tuoi obiettivi di innovazione;
- progettare e fornire sistemi conformi ai requisiti 4.0 e alle specifiche tecniche previste dalla normativa;
- supportare l’azienda nella predisposizione della documentazione che comprende schede, log di interconnessione, schemi IoT e certificazioni tecniche;
- garantire che l’interconnessione e il monitoraggio dei parametri siano implementati correttamente, evitando rischi di contestazioni o revoche.
Grazie a queste competenze, ci poniamo come partner unico per le imprese che vogliono innovare i processi produttivi sfruttando appieno le opportunità offerte dall’Iperammortamento 2026.



